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Se Madia, D’Alfonso e Marsilio non avessero mai preso un autobus? Taglio delle corse L’Aquila-Roma Roma-L’Aquila Se Madia, D’Alfonso e Marsilio non avessero mai preso un autobus? Taglio delle corse L’Aquila-Roma Roma-L’Aquila
L’Aquila – Tua dal 10 febbraio sospende ben 8 corse della tratta L’Aquila-Roma, Roma-L’Aquila. Una decisione che viene da lontano, il taglio era stato... Se Madia, D’Alfonso e Marsilio non avessero mai preso un autobus? Taglio delle corse L’Aquila-Roma Roma-L’Aquila

L’Aquila – Tua dal 10 febbraio sospende ben 8 corse della tratta L’Aquila-Roma, Roma-L’Aquila. Una decisione che viene da lontano, il taglio era stato annunciato già dal 2017 con la delibera di giunta delibera 848/C: i servizi minimi essenziali sono solo quelli all’interno della regione Abruzzo. Ora, è chiaro che Roma non si trovi nel Lazio, così come è altrettanto chiaro che molti studenti, lavoratori si spostano con i mezzi pubblici per comodità dei tempi di percorrenza, per il costo e per mancanza di un’alternativa. Ma questo lo sa solo chi vive questa realtà, il presidente di una regione o un ministro hanno la macchina blu. L’Italiano era semplice da capire, eppure, prima delle elezioni regionali dello scorso anno il PD, durante un incontro della Filt CGIL, per voce di Pietrucci, faceva ancora finta di niente. Ma questo era quanto previsto dalla riforma Madia, un taglio alle regioni sul finanziamento dei servizi pubblici essenziali. Non sono serviti gli appelli pubblici dei comitati dei pendolari, meno che mai il consiglio comunale che si è tenuto a L’Aquila il 5 giugno 2018. La giunta Marsilio, in perfetta continuità con la precedente, con la delibera 756 del 29 novembre del 2019 ha confermato i tagli. Nonostante L’Aquila non abbia alternative di trasporto si è proceduto a togliere un diritto essenziale ai cittadini per lasciare queste corse ai privati, che nel tempo potrebbero avere ripercussioni negative per gli utenti, ad esempio sul costo del biglietto e sulla città, ad esempio spopolamento (lavoratori che dovrebbero trasferirsi, studenti che sceglierebbero università con servizi migliori). Se ci fosse stata la volontà politica in due anni si sarebbero potuti trovare fondi per poter finanziare le tratte pubbliche, ma i servizi essenziali sono sempre i primi ad essere tagliati. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se davvero si portasse a compimento quella tanto paventata autonomia regionale? Chi amministra, raramente, ha una propensione verso il bene collettivo, è più facile raccontarlo nelle favole pre-elettorali perché gli elettori non si ribellano e se dovessero farlo sono sempre un numero sparuto.

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