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Quando il silenzio fa rumore Quando il silenzio fa rumore
Pescara. Chi lo avrebbe mai detto, che un giorno avrebbero spento le luci nelle città? Non eravamo pronti a non incontrare i nostri cari,... Quando il silenzio fa rumore

Pescara. Chi lo avrebbe mai detto, che un giorno avrebbero spento le luci nelle città?

Non eravamo pronti a non incontrare i nostri cari, gli amici al bar, fare la fila per fare la spesa. La routine improvvisamente è cambiata. Siamo stati travolti da uno Tsunami emotivo. Per l’uomo ogni cambiamento è un lutto. La mente ha bisogno di tempo per pensare e adattarsi alle nuove situazioni. Tutto questo non è stato possibile. Così le persone hanno risposto in maniera diversa, in base al proprio funzionamento mentale. Qualcuno ha pensato che fossero arrivati gli alieni, chi un complotto fra Stati, chi una guerra virologica, per cercare di negare e allontanare il dolore e l’angoscia. Così hanno cercato di sfidare le regole imposte dalla quarantena. Questo accade quando il nemico è qualcosa che non conosciamo e non vediamo. Sembra che il pericolo è insito nell’incontro con l’altro. Il pericolo paradossalmente è il nostro caro o un amico.  Il Pericolo diciamocelo: è invisibile.

Dopo la prima reazione maniacale, canti, balli dai balconi, che poteva essere qualcosa di bello, ma era un modo per esorcizzare quello che stava accadendo. Ora c’è quiete nelle strade. Nelle case, invece, c’è un rumore assordante. La paura di perdere il lavoro, la rabbia per non poter incontrare il fidanzato/a, gli adolescenti si sentono braccati dai genitori e dal virus, cercano di fuggire da casa, coppie che vivono il quotidiano in maniera clautrofobica, genitori che devono imparare a conoscere i propri bambini, donne che vengono abusate. Una situazione a dir poco esplosiva.

Ci troviamo a fare delle scelte dolorose, come non poter vedere i nostri cari per proteggerli. Questo è ingiusto e crudele. È vero, abbiamo le nuove tecnologie che ci aiutano a stare più vicini, ma noi ci manchiamo, ci manca di starci fianco a fianco. Siamo stati privati di poter vivere la vita, di vivere i legami come vogliamo.

Ma ora sta a noi se far tesoro di tutto questo. Potremmo pensare ai cambiamenti che avvengono durante la nostra crescita, come ad esempio l’adolescenza è un momento di crisi. La parola crisi significa etimologicamente, cambiamento improvviso, grave difficoltà. La crisi la si può vedere in maniera negativa o positiva. Potremmo imparare a ripensarci, stare più con noi stessi, conoscere le nostre fragilità e comprendere che non siamo invincibili. Persino il nostro Nord abbiamo visto che si  è sgretolato. Così il Mito del Nord potente è venuto meno.

Forse dovremmo riscoprire l’amore per l’altro e di quanto noi e il nostro pianeta siamo importanti. Riscoprire il piacere della casa, delle piccole cose quotidiane e aver fiducia in noi stessi.

Dott.ssa Marisa Di Persio, psicoterapeuta