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Il fu M5S: traditori e super traditori Il fu M5S: traditori e super traditori
Da quando è stato coniato il termine d’azione sanitaria per atti non costituzionali “Super Green pass” ci viene concessa la possibilità di sviluppare sfumature... Il fu M5S: traditori e super traditori

Da quando è stato coniato il termine d’azione sanitaria per atti non costituzionali “Super Green pass” ci viene concessa la possibilità di sviluppare sfumature anche in ambiti altri, nei quali far male non è più sufficiente: si deve riuscire a fare molto peggio. E’ il caso del fenomeno cabarettistico risultante dei 5 stelle governativi, sempre più in ansia per la propria scomparsa imminente, e formicolanti nelle sale di potere per cercare di rimanere a galla vendendo la madre se necessario o, laddove la si sia già venduta, per trovare soluzioni di ogni genere pur di recuperare qualche briciola da conservare in vista di un futuro avaro di privilegi.

E’ bastato che Grillo ribadisse il “no” relativo al terzo mandato (uno degli ultimi baluardi -ancora per poco- rimasti in piedi), per fare deflagrare la mina del panico da poltrona sottratta: se fino a qualche giorno fa si erano accese le scaramucce fra Di Maio e Conte, senza che motivi reali le avrebbero dovute giustificare, fossero rimasti tutti fedeli all’ideale di Casaleggio, l’idea di dover interrompere la carriera sul nascere, deve avere inspessito la maschera da bravo ragazzo che, Di Maio, aveva faticosamente tessuto sul suo volto sempre più vitreo e assente. Andreottiano, si potrebbe dire.

Ma per essere un super traditore che si rispetti occorreva fare qualcosa di più. Ovvero evidenziare finalmente il recondito pensiero che ammette a sangue freddo la verità poco antropologica che “uno non vale l’altro”: che un certo “Io” è superiore a quello degli altri; che “l’Io sono Io e voi non siete un cazzo”, per dirla come un altro Grillo famoso che fu marchese e faceva ridere davvero. Perché se non hai bisogno di nessuno, per meriti effettivi o eredità monarchiche, te lo puoi pure permettere, grazie al talento pirandelliano dell’umorismo, di dire agli altri che non valgono nulla. Ma detta come l’ha detta di Maio la questione risulta imbarazzante per chi ha ancora il senso del pudore, ma non è certo il caso di nessuno dei 5 stelle governativi.

L’unica cosa da fare è scherzare e non prendere nulla sul serio. L’epoca è amara e taccagna. Adombra le qualità di chi le possiede, che vengono sempre meno e fa brillare le azioni indegne, quelle che se armi un paese stuprato allora le tue sono armi di difesa e i tuoi omicidi sono inevitabili, accettabili, eroici. Che se un’arma è di difesa uccide meno, indigna meno. Quel che non si considera è che è sempre la povera gente a crepare e che ormai le sale di potere sono inarrivabili, inafferrabili, invisibili.

Attori manovrati come siamo, ci costringiamo a guerre fra poveri davanti ad un caffè dentro il bar. In trasmissioni sempre più oscene, propagandistiche e ripetitive, gli attori, sempre gli stessi. Sui social ad insultar fantasmi; per strada a sfogare la rabbia ed il disagio in risse, aggressioni, stupri e uccisioni. Facciamo le sanzioni a noi stessi per poterci garantire ancora a lungo una sana schiavitù europea e atlantica, laddove, cioè, il signor Luigi Di Maio vorrebbe essere nella sala di controllo del Costa Concordia di turno.

I traditori tradirono quando accettarono il governo Draghi, che dovrebbe rappresentare il motivo stesso della nascita del Movimento 5 Stelle e cioè una rivoluzione contro un certo fare politica senza l’ausilio del popolo, senza democrazia reale, senza fare, in buona sostanza, gli interessi della gente ma delle élite economiche e politiche. I super traditori, superando perfino questa ipocrisia, pretendono oggi non soltanto di tradire i traditori, ma di creare un nuovo soggetto politico, finalmente vecchio, finalmente superato, finalmente marcio come è marcia l’attività politica di chi non crea ma s’accoda, di chi non cambia ma si vende, di chi pensa a se stesso e a nessun altro.

Mirko Mocellin