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“Chiudo perché…” “Chiudo perché…”
Protesta e chiusura: se ne va una delle più antiche pizzerie di Sulmona… grazie Mario Draghi Sulmona, 20 Marzo 2022 C’era una volta un... “Chiudo perché…”

Protesta e chiusura: se ne va una delle più antiche pizzerie di Sulmona… grazie Mario Draghi

Sulmona, 20 Marzo 2022

C’era una volta un banchiere che si fece Presidente del Consiglio, nominato in quel ruolo da un un tizio responsabile dei bombardamenti su Belgrado.

Il banchiere era già noto per i suoi bombardamenti su Atene, che causarono la morte di centinaia di bambini, e senza bisogno di aerei o missili con testata esplosiva.

Questo banchiere (“vile affarista” secondo uno che se ne intendeva) aveva come missione quella di trasformare l’Italia in paese esportatore, abbattendo il costo del lavoro, creando disoccupazione, sottraendole tutto il comparto industriale a vantaggio delle grandi banche internazionali e dei fondi speculativi.

Per questo, e lo dichiarò senza infingimenti, doveva utilizzare la presunta terribile “pandemia” per far chiudere tutte quelle attività incapaci di reggere “la sfida dei mercati”, ossia affossare la piccola imprenditoria che dava da vivere dignitosamente a milioni di persone, spesso capace di autofinanziarsi, di sfuggire all’asfissiante sistema fiscale, e di fare così concorrenza ai colossi internazionali dei quali il banchiere è fedele servitore.

Non crediate che l’abbiamo presa da lontano. Al contrario, questa premessa è necessaria per comprendere come una pizzeria storica del centro di Sulmona, “Olivero’s”, abbia dovuto chiudere, insieme a migliaia di altre attività in tutto il paese.

La differenza fra la chiusura di Olivero’s e quella delle altre migliaia di piccole imprese, sta nel fatto che Daniela, la titolare, ieri ha reso pubblico ed evidente il ricatto cui è stata sottoposta (vaccinazione e green pass), l’estorsione di Stato (sotto forma di pressione fiscale e di multe), quella delle multinazionali dell’energia (la crescita esponenziale dei costi) e il disegno che sta dietro l’uso di queste armi terroristiche (o mafiose?) che l’hanno costretta a chiudere.

https://www.facebook.com/watch/?v=276719307952498&extid=NS-UNK-UNK-UNK-AN_GK0T-GK1C&ref=sharing

Ha quindi deciso di terminare la sua attività con una protesta, cui hanno partecipato decine di cittadini. La protesta, per una volta ripresa con evidenza dalla stampa locale (anche se spesso con toni stupidamente ironici) ha consistito nell’affissione di numerosi manifesti listati a lutto, dentro e fuori dalla pizzeria (situata in pieno centro storico) contenenti una per una le porcherie messe in atto dal banchiere e dai suoi accoliti (dalle false rassicurazioni all’annullamento dei diritti costituzionali, dai mancati aiuti alle menzogne spudorate, dalle vergognose discriminazioni alla repressione fisica e violenta del dissenso e della disobbedienza civile) in questi oltre due anni di “stato di eccezione”.

Così, Daniela se ne andrà, porterà le sue qualità di cuoca, le sue conoscenze e le sue ricette di eccellenza altrove, nel mondo, quantomeno in attesa che in questo disgraziato paese vada al governo qualcuno che voglia fare gli interessi del popolo, e non quello dell’Alta Finanza internazionale.

F. Z.

http://www.edizionisi.com/libro_titolo.asp?rec=274&titolo=Dittatura_sanitaria_e_moderna_Resistenza_